Un damasco di seta di cento anni non è un tessuto da sostituire. È un documento: racconta un gusto, una manifattura, spesso una famiglia. Il restauro tessile parte da qui, dall’idea che si conserva dove si può, e si rifà come era dove non si può.
È il lavoro più delicato che facciamo nel nostro laboratorio, e quello che spiega meglio perché questo mestiere non si improvvisa.
Prima di tutto, guardare
Ogni intervento comincia con un esame del tessuto:
- la fibra e la tessitura: seta, seta e lino, damasco, lampasso, broccato;
- lo stato: lacerazioni, zone lise, fili spezzati, parti indebolite dalla luce;
- i colori: quanto sono sbiaditi, e in modo uniforme o a chiazze;
- la storia: interventi precedenti, cuciture, fodere aggiunte.
Da questo esame dipende la strada. E vale una regola: nessun lavaggio “di prova” a casa. Sete e tinture antiche possono reagire in modo imprevedibile all’acqua e ai detergenti.
Tre strade possibili
Conservare. Quando il tessuto è indebolito ma integro, lo si consolida: si fissa su un supporto adatto con cuciture di sostegno, che lo tengono insieme senza stravolgerlo. È la strada più rispettosa.
Tendere. Per le tappezzerie murali la tesatura restituisce al tessuto la sua superficie, eliminando pieghe e cedimenti, con fissaggi che si possono rimuovere in futuro.
Rifare come era. Quando una parte non si può salvare, si sostituisce con un tessuto il più possibile fedele. Alcune case tessili hanno archivi storici e possono riprodurre disegni e colori d’epoca: Rubelli, a Venezia, è una di queste.
Spesso la risposta è un misto: si conserva il pezzo principale e si recuperano le parti buone di quello che non si salva, per cuscini, pannelli o bordure.
Imbottiti d’epoca
Divani, poltrone e dormeuse antichi hanno quasi sempre imbottiture tradizionali: crine, molle legate a mano, tele. Nel restauro si rifanno con le stesse tecniche, per tenere la forma e la seduta originali. Il tessuto, antico o nuovo, si monta a mano.
Dopo il restauro
Un tessuto restaurato vive a lungo se lo si protegge da tre cose:
- la luce diretta, il nemico principale della seta: meglio schermare le finestre con voile o tende filtranti;
- l’umidità e gli sbalzi di temperatura, che indeboliscono le fibre;
- la polvere, da togliere con delicatezza, senza strofinare.
Un esempio
Nel nostro progetto di restauro di damaschi in seta abbiamo lavorato su tessuti d’archivio con tesatura e restauro conservativo. Se avete un pezzo che vi è caro, potete mandarci qualche foto: vi diciamo cosa si può fare, e con quale approccio. Trovate il servizio completo nella pagina tappezzeria e restauro.