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i Vigna / Journal / Tappezzeria

Tappezzeria · · 3 min di lettura

Rifoderare un divano: quando conviene e come si fa.

Quando ha senso tenere un divano e cambiargli pelle, come scegliere il tessuto e cosa succede davvero nel laboratorio del tappezziere.

Seduta rivestita in tessuto a trama naturale, dettaglio

Un buon divano ha una struttura che dura molto più del suo rivestimento. Il fusto in legno massello, le molle, le cinghie: se sono sani, il divano ha davanti ancora decenni. È il tessuto a consumarsi, a sbiadire, a non piacere più. Rifoderarlo significa tenere la parte che vale e cambiare quella che si vede.

Lo facciamo nel nostro laboratorio di Milano dal 1960. Ecco come ragioniamo quando qualcuno ci porta un divano.

Rifoderare o cambiare?

Conviene rifoderare quando:

  • la struttura è solida: il divano non scricchiola, non cede su un lato, i braccioli sono fermi;
  • il pezzo ha un valore: di design, di famiglia, o semplicemente perché ha le proporzioni giuste per la vostra stanza;
  • volete un tessuto preciso, che nessun divano di serie offre nella misura e nel colore che cercate.

Conviene cambiare quando la struttura è in truciolare o cartone pressato, o quando il costo del rifacimento completo supera il valore del pezzo. Ve lo diciamo con franchezza: basta mandarci due foto e le misure su WhatsApp.

Come si sceglie il tessuto

Il tessuto giusto dipende da come vivete il divano, non solo dal colore.

  • Uso quotidiano, bambini, animali: servono tessuti resistenti all’abrasione e facili da pulire. Per un divano di casa usato ogni giorno guardiamo tessuti con una buona resistenza al test Martindale, e vi mostriamo le alternative tecniche che oggi hanno l’aspetto di un lino o di un velluto.
  • Lino: naturale e fresco, si stropiccia con eleganza. Bello su fodere sfoderabili, meno adatto a chi vuole un divano sempre “tirato”.
  • Velluto: di cotone, di lino o di mohair, dà profondità al colore. Cambia con la luce e con il verso del pelo: va scelto guardandolo in casa.
  • Lana e bouclé: caldi, materici, perfetti per living vissuti d’inverno.

Il colore si sceglie alla luce della vostra stanza, non sotto i faretti di un negozio. Vi diamo i campioni da portare a casa.

Cosa succede in laboratorio

Un rifacimento fatto bene non è una fodera nuova sopra quella vecchia.

  1. Smontaggio. Si toglie il rivestimento e si guarda cosa c’è sotto.
  2. Controllo della struttura. Fusto, molle, cinghie. Se qualcosa va rinforzato, si rinforza adesso.
  3. Imbottiture. Spesso sono loro ad aver perso forma: si rifanno o si integrano, per restituire al divano la seduta di quando era nuovo.
  4. Taglio e confezione. Il tessuto si taglia sul pezzo, con i raccordi della fantasia allineati e i bordini dove servono.
  5. Consegna. Ritiriamo e riconsegniamo a domicilio.

I tempi dipendono soprattutto dalla disponibilità del tessuto presso la casa tessile e dalla complessità del lavoro. La data di consegna ve la diamo insieme al preventivo, e la rispettiamo.

Da cosa dipende il prezzo

Nessun preventivo serio si fa al telefono, ma i fattori sono sempre gli stessi: i metri di tessuto necessari, la presenza di una fantasia da raccordare, la complessità della confezione (capitonné, bordini, cuscini sfoderabili) e lo stato delle imbottiture. Con qualche foto e le misure possiamo darvi una prima indicazione.

Non solo divani

Lo stesso lavoro vale per poltrone, sedie, panche e testiere. E dato che il tessuto arriva dallo stesso campionario, possiamo coordinarlo con le tende e con la camera: è il vantaggio di avere tessuti e tende e tappezzeria sotto lo stesso tetto.

Il modo più breve per capire quale letto è vostro è provarlo.

Una visita dura in genere un'ora. Si prenota, così la sala letti è vostra.

Via Gaudenzio Ferrari 9, Milano · Martedì – Venerdì, 9.30 – 18.30 (orario continuato) · Sabato, 9.30 – 13.30

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